Centinaio: «Fuori dalla Bolkestein, ma al 99% saremo in infrazione Ue»

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Era una delle sue priorità prima di entrare al ministero delle Politiche agricole e del turismo (che ha fortemente voluto insieme in un solo dicastero). E ora che Gian Marco Centinaio è al Governo tira dritto e conferma che presto l’Italia «uscirà dalla Bolkestein» non rispettando la direttiva europea che obbliga i Paesi a mettere a gara le concessioni demaniali, a partire da quelle balneari che sono un nervo scoperto in Italia: «Il mio obiettivo è arrivare alla soluzione il più velocemente possibile. Parlo di 2018 o al massimo gennaio 2019». Una decisione che però ha un prezzo, ammette Centinaio: «Andremo al 99,9% in infrazione»


«La strada è stretta, è come camminare su un filo di seta, al 99,9% andremo in infrazione comunitaria», ha spiegato il ministro parlando della direttiva Bolkestein durante un incontro organizzato a Roma da Federturismo («Il turismo internazionale e le prospettive per l’Italia») che ha messo a confronto nuovi e vecchi competitor dell’Italia (come Slovenia, Austria o Portogallo che hanno messo il turismo al centro delle loro strategie con ottime performance).

La soluzione per «uscire dalla Bolkestein» – l’Italia tra l’altro è già stata condannata dalla Corte di Giustizia europea sulle gare mai fatte per le concessioni balneari nel 2016 – dovrebbe arrivare con una norma ad hoc nelle prossime settimane (forse in manovra). Centinaio ha aggiunto anche che di fronte a una procedura di infrazione quasi certa «basta saperlo e avvisare i cittadini italiani che per una questione di dignità e tutela del nostro Paese il ministro rischia di andare in infrazione ma consapevole di farlo». Parole che dall’opposizione sono state subito criticate: «Una eventuale procedura di infrazione causerebbe un danno economico rilevante soprattutto nei confronti degli ignari cittadini italiani», ha commentato Massimo Iervolino di Europa+.

Il ministro parlando della futura programmazione per l’Italia ha sottolineato poi la necessità di «guardare sempre di più non il numero dei turisti ma quanto stanno e quanto spendono». «Cosa dobbiamo preferire – aggiunge – mille turisti che spendono un euro o uno che spende mille euro? Quelli da un euro ne abbiamo fin troppi, abbiamo città che stanno meditando il numero chiuso. Dobbiamo rivolgerci a un turismo alto spendente, che sia all’altezza di quello che vogliamo proporre». Centinaio ha poi sottolineato il male atavico della promozione del turismo italiano con mille voci spesse discordanti: «L’Italia va in giro a promuoversi nel mondo come l’Armata Brancaleone: regioni, comuni, operatori, ambasciate e consolati, di tutto e di più, i privati utilizzano sempre meno gli organi preposti alla promozione», ha spiegato Centinaio. Che indica una possibile soluzione nellatrasformazione e nel potenziamento di Enit: «È assolutamente necessario trasformare l’Enit in un interlocutore privilegiato e autorevole, che serva alle regioni per andare all’estero, che serva a privati per andare all’estero. Lo fanno già la Francia, la Spagna e molti altri e possiamo farlo anche noi».


L’Ente nazionale per il turismo presto dovrebbe vedere l’arrivo come presidente, acquisito il parere delle commissioni parlamentari, di Giorgio Palmucci, attuale presidente di Confindustria Alberghi: «Auspichiamo che si concluda a breve il processo per la nomina di Giorgio Palmucci all’Enit, siamo entusiasti di averlo come candidato», ha spiegato Gianfranco Battisti, presidente di Federturismo e amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Battisti dopo aver sottolineato come Palmucci abbia le competenze giuste per l’Enit – che nei piani di Centinaio ospiterà fisicamente nella sua sede a Roma anche il nuovo Dipartimento del turismo del ministero – promette: «Non lo lasceremo solo perché aziende importanti come quella che rappresento fa parte di un discorso integrato. Sarebbe un primo precedente nel Paese».

Il ministro è intervento anche sulla stessa procedura di nomina fugando ogni dubbio di conflitto di interessi: «Sulla nomina di Giorgio Palmucci alla presidenza dell’Enit abbiamo anche chiesto all’Anac e Cantone ci ha risposto che non è incompatibile e non è inconferibile. Il problema è che nel momento in cui Enit dovesse votare qualcosa che riguarda la sua professione o la sua azienda: in quel caso lui deve non partecipare o astenersi, un po’ è già successo con la ex presidente Evelina Christillin o il consigliere Fabio Maria Lazzerini». «Se la burocrazia vuole che io nomini una persona che non ha niente a che fare con il turismo oppure un disoccupato perché devo dargli un posto di lavoro allora – ha concluso Centinaio – cade tutto il progetto di avere un Enit autorevole».

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