Tassa sulle auto inquinanti, Salvini: «Non ci sarà». Di Maio: «Non è una tassa, è un disincentivo»

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La penalizzazione delle auto non ecologiche, appena introdotta nel ddl della manovra di Bilancio, potrebbe non vedere mai la luce. Nonostante l’approvazione in commissione, la nuova norma pare essere considerata troppo impopolare, tanto che la maggioranza si prepara a tornare presto sui propri passi. Il segnale arriva direttamente dal vicepremier Matteo Salvini che ha detto chiaramente, ai microfoni di Mattino Cinque, che prima dell’approvazione definitiva «la manovra si può anche cambiare». «Va bene un aiuto alle auto elettriche — ha sottolineato il leader leghista — ma senza penalizzare le auto a benzina o diesel, perché l’auto è già tassata a livelli folli. Mettere una tassa sulle auto mi sembra una delle cose meno utili da fare in questo momento». Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, ha poi annunciato formalmente che il testo sarà cambiato nel passaggio a Palazzo Madama.

La precisazione di Di Maio

Immediata, dopo le parole di Salvini, la presa di posizione a mezzo Facebook dell’altro vicepremier, Luigi Di Maio: «Non esiste alcuna nuova tassa per auto già in circolazione — ha puntualizzato il capo politico del M5S —. Chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina non pagherà un centesimo in più. Abbiamo pensato una norma per aiutare chi decide di comprare un’auto ibrida, elettrica o a metano. Visto che i livelli di inquinamento, soprattutto al Nord, sono spaventosi, perché non premiare chi decide di comprare un’auto nuova meno inquinante?». Di Maio apre in ogni caso a «miglioramenti» del dispositivo, spiegando di capire i problemi economici e di non volere creare alcuno choc al mercato («Sono di Pomigliano!» ricorda, evocando lo storico stabilimento Fiat). Poi l’annuncio della convocazione di un tavolo tecnico con costruttori e associazioni dei consumatori. Prima di Di Maio era intervenuta ad Agorà anche l’on Lucia Azzolina, sempre dei 5 Stelle: «Quella è una misura a cui noi teniamo tantissimo. È l’elettrico il futuro. Noi stiamo inquinando le nostre città, ci stiamo ammalando, moriamo di inquinamento». Una nota del Movimento è ancora più perentoria: «Una cosa deve essere chiara a petrolieri e lobby auto che hanno interesse ad affossare questa norma: riteniamo giusto che chi inquina di più debba pagare il costo scaricato sulla collettività».

Le altre reazioni

Dure le critiche dalle altre forze politiche. Michele Anzaldi, del Pd, definisce i membri della maggioranza come «i killer dell’auto italiana e del made in Italy» ricordando che il nostro è l’unico Paese che ancora non produce ibride, a differenza di altri colossi stranieri. Il forzista Ugo Cappellacci fa un paragone con i gilet gialli francesi spiegano che «i grillini sono i cahmirini gialli e fanno gli ecolgisti con l’auto degli altri» mentre Maria Stella Gelmini parla di «bastonata per chi deve comprare una nuova autovettura e per chi magari ha già parecchie difficoltà nel farlo». I Verdi, con Angelo Bonelli, parlano di «approssimazione e superficialità disarmanti» e fanno notare l’errore di avere inserito il metano, che è fossile, tra i carburanti «green» e il mancato avvio di un piano industriale per la mobilità elettrica .

La norma contestata

Il provvedimento che ora fa storcere il naso a Salvini prevedeva l’introduzione di incentivi da 1.500 a 6 mila euro per l’acquisto di veicoli ibridi e elettrici da applicare a partire da gennaio. Al tempo stesso sarebbero previste imposte crescenti di immatricolazione per i veicoli a benzina e diesel. Un proposito che aveva subito fatto scattare la sollevazione dei produttori di auto e di alcune associazioni imprenditoriali e che ha suscitato numerose proteste in rete. Perplessità sono state sollevate anche durante la diretta Fb di Di Maio: «Bene gli incentivi per l’acquisto delle auto ecologiche, ma non penalizzate chi, anche con gli incentivi, non potrà comunque acquistare quei modelli e dovrà ripiegare su quelli non green».