Il successo dell’hashtag #facciamorete: un’opposizione al governo che parte dal web

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È nato da poco meno di un mese, ma i suoi numeri sono già quelli di un progetto di successo. Mentre le opposizioni parlamentari stentano a trovare una linea efficace in grado di mettere in difficoltà l’esecutivo, a contrastare le iniziative della maggioranza dal 13 dicembre ci pensa un hashtag. O meglio, una rete di utenti che su Twitter tengono vivo un hashtag, #facciamorete, schizzato in cima alla classifica dei trending topic pochi giorni dopo il lancio e che da quel momento non ha mai smesso di far parlare di sé.

L’iniziativa è stata lanciata dall’utente Marco Skino e i protagonisti lo definiscono un “un progetto culturale che abbraccia il Dna dei valori antifascisti posti all’origine della Costituzione italiana” e che “promuove l’impegno civile e politico attraverso il pacifico scambio di opinioni e il rispetto delle istituzioni democratiche”. Non aderisce a nessuno schieramento politico, ma da qualche tempo riesce a mobilitare come nessun altro le istanze di chi non si riconosce nell’operato del governo Conte, tanto da aver superato i 450mila tweet complessivi e aver messo piede anche fuori dal web.

Per i detrattori si tratta di una bolla destinata a scomparire nel nulla, ma intanto #facciamorete continua ad aggregare seguaci – quasi tutti riconoscibili dall’hashtag nel nome utente – e a macinare successi.

Per tener viva l’attenzione della community, infatti, viene utilizzato il lancio di parole d’ordine collaterali a quella principale (l’11 gennaio è stato il turno di #bolledivalore) che molto spesso finiscono in cima a quelle più utilizzate su Twitter. 

Pace, uguaglianza, fratellanza e solidarietà sono le parole d’ordine della comunità, organizzata in maniera completamente orizzontale e che si pone come alternativa ai discorsi d’odio e alla propaganda che sfrutta i bot per generare traffico sui social network. Nel mondo anglosassone viene definito “clicktivism” (attivismo attraverso i click), ma l’iniziativa anti-governativa sembra non piacere proprio a tutti.

Con una serie di tweet a scagliarsi contro l’iniziativa è stato il collettivo Wu Ming, che ha messo in evidenza quella che giudicano un’ostilità di #facciamorete nei confronti dell’ “attivismo reale” e del “conflitto sociale quando questo si manifesta in modo inequivocabile e non se ne può più negare l’esistenza”.

Il riferimento è alle proteste dei gilet gialli in Francia e del movimento No Tav in Italia, che sempre secondo Wu Ming sarebbero stati tacciati di fascismo da alcuni utenti di #facciamorete.