Aiuti pubblici a Radio Padania, il Pd attacca: “Tagliano i fondi all’editoria e stanziano soldi per l’emittente leghista”

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Diventa un caso politico la notizia – riportata da Repubblica – dei fondi stanziati dal ministero dello Sviluppo per Radio Padania, l’emittente del partito di Salvini diventata dal 2016 solo digitale.

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70 mila euro che potrebbero aumentare se il ministero dell’Economia assegnerà al fondo per il pluralismo dell’informazione la quota di extragettito del canone Rai. 

“Il bello è che dicevano di perseguire il modello Bbc. Tagliano progressivamente i fondi per l’editoria, dimezzano le risorse per la convenzione con Radio Radicale, però poi Di Maio stanzia 70 mila euro per Radio Padania”, scrive su Twitter il capogruppo dei senatori Pd, Andrea Marcucci. 

Diversi parlamentari dem scelgono la chiave dell’ironia. Come l’eurodeputato David Sassoli.

E la deputata Alessia Rotta.

Il contributo a radio Padania proviene dal Fondo per l’editoria che i 5Stelle vogliono abolire, almeno stando alle dichiarazioni più volte fatte da diversi esponenti: dal vicepremier Luigi Di Maio, al sottosegretario con delega all’editoria Vito Crimi, fino ad Alessandro Di Battista.

E pensare che proprio Radio Padania era finita, negli anni scorsi, nel mirino del Movimento come “mangiatoia di soldi pubblici”. Oggi torna a circolare in rete un post del 2015 in cui, sul blog di Grillo, si ricostruiva l’iter che ha consentito proprio all’emittente del Carroccio di utilizzare i fondi per l’editoria. Grazie a una norma del 2001 con cui “la Lega al governo permette alle ‘radio comunitarie‘ di occupare le frequenze radiofoniche libere gratuitamente fino a ottenere una copertura nazionale”. A firmare l’articolo erano Riccardo Nuti e Roberto Fico, oggi presidente della Camera.

Aiuti pubblici a Radio Padania, il Pd attacca: "Tagliano i fondi all'editoria e stanziano soldi per l'emittente leghista"