Di Maio, dal boom alla recessione: “Se c’è la crisi bisogna aiutare i ceti deboli”

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Un rapido cambio di rotta. Chissà se hanno contribuito le ironie social o gli articoli sui giornali. Ma Luigi Di Maio è passato in poche ore dall’evocazione di un nuovo boom economico, sul modello degli anni Sessanta, legato alle “alla creazione di autostrade digitali”, a un più prudente discorso sui rischi della recessione.

Ieri aveva parlato durante un convegno dei consulenti del lavoro, oggi in campagna elettorale in Sardegna, a Porto Torres: “Non so se sta arrivando nuova crisi, si parla di recessione. Ma il migliore modo per affrontare questo rischio è aiutare le fasce in difficoltà della popolazione e non tagliare dalle fasce deboli della popolazione come è stato fatto in passato”, ha detto.

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Intanto il vicepremier M5S annuncia che sarà giovedì il Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva del reddito di cittadinanza, dopo le incertezze delle ultime ore con la riunione del governo slittata per gli approfondimenti della Ragioneria generale, mentre andavano in scena tensioni e scontri nella maggioranza. Di Maio conferma che “il reddito di cittadinanza e quota 100 saranno nello stesso decreto”. E dice che “ci sarà, nella fase di conversione, anche il taglio alle pensioni dei sindacalisti”.