Salvini: «Dopo elezioni in Abruzzo non chiediamo rimpasti di governo»

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Dopo la vittoria del centrodestra alle Regionali in Abruzzo, Matteo Salvini spiega che non ci saranno conseguenze a Roma sulla composizione dell’esecutivo. «Sono felice, perché il lavoro paga, la concretezza paga. Questo è un altro, il secondo dato elettorale vero, dopo Trento e Bolzano, da che siamo al governo», ha detto. Negli uffici del gruppo Lega alla Camera, dove il vicepremier ha risposto alle domande sul risultato delle elezioni in Abruzzo, ha spiegato che nulla cambierà nei rapporti con il M5S: «Non chiediamo ministri, non chiediamo rimpasti. Abbiamo bene in testa la tabella di marcia dei prossimi quattro anni. È un voto abruzzese, non penso M5s abbia alcunché da temere. Per quanto mi riguarda, al governo non cambia nulla». Concetto condiviso anche dal premier Giuseppe Conte: «Il dato mi sembra abbastanza chiaro, ma questo non cambia nulla per il governo centrale. Continuiamo a lavorare, non c’è nessun cambiamento all’ordine del giorno». Con il voto amministrativo di ieri, il centrodestra guidato da Marco Marsilio ha ottenuto il 48%, il centrosinistra di Giovanni Legnini il 31% (in crescita) e il M5S di Sara Marcozzi il 20% (in calo). «Dai dati dei Comuni », è intervenuto ancora Salvini, «si vede che un pezzo del voto di sinistra è arrivato a noi: operai, insegnanti, lavoratori», ha commentato il leader leghista, «è bizzarro vedere festeggiare il Pd perché è arrivato secondo. Se uno si accontenta di perdere va bene così».

«Per quel che mi riguarda, l’oro di banca d’Italia rimane lì»

Sui rapporti con la Francia, Salvini ha spiegato: «Sono disponibile ad accogliere a Roma» il ministro degli Interni francesi «o ad andare a Parigi già questa settimana». «Il dossier terrorismo brigatismo rosso o islamico è aperto e al confine con Ventimiglia ci sono dei problemi. Penso che tornare ad avere buoni rapporti sia fondamentale e che prima si fa meglio è», ha aggiunto. Quanto alle polemiche sulle riserve auree di Banca d’Italia: «L’oro è di proprietà degli italiani, non di altri. Poi, per quel che mi riguarda, rimane lì». E sul fisco: «Non ci sarà mai una patrimoniale e tasse sui redditi e sulle case».

11 febbraio 2019 (modifica il 11 febbraio 2019 | 12:34)

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