Vertice a Palazzo Chigi senza Di Maio. Contrasti su Tav e Venezuela. Salvini: “Il testo costi-benefici? Non l’ho letto”

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Un vertice di governo travagliato, il primo dopo le regionali in Abruzzo, ma piuttosto breve: è durato meno di un’ora. Con un colpo di scena. L’assenza del vicepremier Luigi Di Maio, che è rimasto al ministero dello Sviluppo e ha delegato il ministro Fraccaro.

L’incontro era in programma ieri sera. È stato rinviato a questa mattina. Anche per le tensioni all’interno della maggioranza. Complice il caso Tav, con la relazione costi-benefici che è stata consegnata ieri ai due vicepremier. Matteo Salvini, arrivando stamattina a Palazzo Chigi, però ha detto: “Il testo della costi-benefici? Non l’ho letto. Spero oggi”. Un modo forse per ridimensionare l’importanza di una relazione cui i Cinquestelle affidano la decisione sull’opera. 

Ma sul tavolo del vertice a Palazzo Chigi – con il presidente del Consiglio Conte, il vicepremier Salvini, il ministro Fraccaro, il sottosegretario Giorgetti – c’era anche la politica internazionale. Con una doppia fonte di imbarazzo per la politica del governo. Dal Venezuela alle tensioni con la Francia. Bisogna fare il punto prima dall’intervento del ministro Enzo Moavero Milanesi in Parlamento (alle 11 è atteso alla Camera) e del discorso a Strasburgo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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Dopo la relazione di Moavero dovrebbe essere messa ai voti una mozione Lega-M5S. Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, dei 5Stelle, dice: “Non capisco questa agitazione. Sulla mozione di maggioranza non c’è nessun problema: è già pronta da ieri”. Ma Matteo Salvini frena: “Commento dopo, non sono un veggente”, dice arrivando al vertice.

Quanto alla Francia, il presidente del Consiglio Conte – in un’intervista a Politico.eu – ha indossato i panni della colomba: ridimensiona il caso parlando di semplici “incomprensioni”. Dice: “Spero che le relazioni possano tornare al più presto alla normalità”. E pone l’accento su uno dei dossier più caldi tra Italia e Francia: la fusione di Fincantieri e Stx. Precisando: “La fusione è perfettamente compatibile con le regole Ue. Rispettiamo la commissione ma ci aspettiamo un semaforo verde”. Oggi tra l’altro a Strasburgo, prima dell’intervento davanti all’assemblea, Conte vedrà il presidente della commissione Juncker. E sul tavolo dovrebbe esserci il dossier crescita.

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La settimana però è decisiva anche per altri temi delicati: dagli emendamenti al ‘decretone’ – ne sono stati presentati 1.600 – all’intesa sull’autonomia regionale (prevista in consiglio dei ministri venerdì, potrebbe slittare). La resa dei conti all’interno della maggioranza sarà dunque a 360 gradi.