Augusto Casali, il social media strategist della Lega che posta la foto di bimbi down per il «down» di Fb e Instagram. La gente: «Fai schifo»

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Una foto su Twitter con tre bambini down sorridenti e la didascalia: «Facebook, Instagram e Whatsapp in questo momento». Si tratta di ciò che ieri Augusto Casali ha pubblicato (ora l’account è stato bloccato) per commentare il blackout del 13 marzo di Facebook, Instagram e Whatsapp in varie parti del mondo. Casali, ventenne, di Lucca, studente di Scienze politiche a Pisa, è social media strategist della Lega in Toscana. Su Twitter si definisce: «Fondatore e capo admin di dioimperatoresalvini». Quest’ultimo, rilanciato su Facebook e Instagram, s’ispira a «God emperor Trump» e contiene frasi tipo: «Vogliamo far sì che Matteo Salvini diventi il prossimo Faraone d’Italia, o quantomeno il prossimo presidente del Consiglio». Casali è un fan sfegatato di Salvini («Nessuno sulla scena politica italiana attuale ha il coraggio di Matteo Salvini, a cui va la mia massima stima politica e personale») e non è la prima volta che fa parlare di sé. A febbraio, durante un comizio della Lega, ha sventolato un drappo con un disegno che per qualcuno ha ricordato la simbologia nazista o suprematista nord americana («È la bandiera del Kekistan, uno Stato fittizio creato dal forum americano 4chan», ha detto lui.

I tre bambini segnalati da Augusto Casali
I tre bambini segnalati da Augusto Casali

Le reazioni sui social

Il post con la foto dei tre bambini down, cancellato dallo stesso Casali poche ore dopo la pubblicazione, ha scatenato le reazioni sui social. Questo il tenore dei commenti: «Vigliacco», «Vergognati», «Fai schifo», «Fai pena», «Degrado umano», «Coraggio da topo di fogna», «Lucca ti rinnega», «Speravo fosse una fake news e se non lo è sarebbe grave». E dire che proprio di fake news il giovane Casali si è occupato per conto del Carroccio. «La campagna isterica sulle fake news che favorirebbero i populisti è assurda», ha detto una volta, «le vere bufale le producono i giornali di sinistra».

«Non ce l’ho con i down»

Successivamente, via Facebook, sono arrivate le scuse di Casali: «È ovvio che non ho assolutamente niente contro le persone affette da sindrome di down, alle quali comunque chiedo scusa per l’incomprensione. Ignoro le decine di ingiurie subite dopo un’ironia incompresa, voglio solo testimoniare come la cosiddetta “gogna mediatica” sia fatta da tutte le parti politiche, non solo da “noi”: è normale nei social, già l’ho vissuta e l’affronto anch’essa con ironia, coerentemente con cosa faccio».