Caso Sarti, la polizia postale: “Nessun nuovo video in rete”

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Il ministro dell’interno, Matteo Salvini, sta seguendo personalmente la vicenda delle immagini intime circolate in rete che coinvolge la parlamentare del M5s Giulia Sarti. Al momento, le verifiche della polizia postale non hanno rilevato la presenza sul web di nuove foto e video. Le immagini si stanno diffondendo attraverso le applicazioni di messaggeria.

Salvini ribadisce la massima attenzione contro questi fenomeni: “È una vicenda disgustosa e molto grave – ha detto – è nostro dovere proteggere la libertà e la privacy di Giulia Sarti e delle altre persone, spesso giovani, che subiscono o hanno subito lo stesso vergognoso trattamento”.

Dopo le numerose attestazioni di solidarietà provenienti da tutto il mondo politico, si è aggiunta oggi anche quella di Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, la ragazza di Mugnano (Napoli) che nel settembre del 2016 si è tolta la vita dopo la diffusione in rete di suoi video e immagini hot: “Mi dispiace tantissimo che le sia capitato questo – ha commentato – ma magari, essendo una parlamentare, quanto accaduto può diventare un input per legiferare e intervenire finalmente su questo fenomeno”.

Il caso della ex presidente della commissione Giustizia potrebbe infatti accelerare l’iter della legge sulla cosiddetta “revenge porn“, vale a dire la diffusione non autorizzata su internet di contenuti a sfondo sessuale. Oggi in commissione Giustizia di Palazzo Madama, è stata infatti svolta la relazione introduttiva del disegno di legge che porta la firma della senatrice di M5s Elvira Evangelista, che introduce la nuova fattispecie di reato.

Il leghista Andrea Ostellari, che oltre a essere relatore è anche presidente della commissione, nella riunione di stamani, ha disposto un ciclo di audizioni sul tema, prima di arrivare, verosimilmente, alla redazione di un testo base che potrebbe essere largamente condiviso, visto che, sull’argomento esiste una larga convergenza tra tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione.

Anche l’ex-presidente della Camera Laura Boldrini, di Leu, sta da tempo lavorando per l’introduzione del reato di diffusione illecita di contenuti a sfondo sessuale, ponendo l’accento, oltre che sulla repressione del reato, sul percorso di sostegno psicologico e riabilitazione delle vittime. Nei giorni scorsi, erano stati i senatori di FI a presentare un ddl che prevedere pene fino a sei anni di reclusione per chi si renda colpevole di revenge porn.