Tajani all’Europarlamento: “Chiedo scusa a chi si è sentito offeso”, Anpi all’attacco

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Continua la polemica sugli elogi a Mussolini del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani (Forza Italia) ieri al programma La Zanzara su Radio24. Dopo la condanna del leader dei Socialisti e democratici a Strasburgo Udo Bullmann, oggi arrivano altri attacchi, in particolare dal M5s che si riscopre antifascista. Forti critiche anche  dall’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani. E all’Europarlamento molti partiti gli impongono un aut aut: chieda scusa o si dimetta. Tra le due opzioni Tajani sceglie le scuse: “Da convinto anti-fascista mi scuso con tutti coloro che possano essersi sentiti offesi dalle mie parole, che non intendevano in alcun modo giustificare o banalizzare un regime anti-democratico e totalitario”.

Ma la bufera ormai è scoppiata. “Il fascismo ha fatto cose buone? – tuona la presidente Anpi Carla Nespolo –  Tajani lo vada a dire in Etiopia dove intere popolazioni, bambini, donne, uomini, del tutto innocenti, sono state sterminate dall’uso, voluto da Mussolini, dei gas. L’aggressione all’Albania, alla Grecia e alla Jugoslavia? L’onorevole Tajani, lo ignora”. E aggiunge: “Derubricare il delitto Matteotti come un semplice incidente di percorso in un cammino tutto sommato pacifico, è quanto di più disgustoso si potesse sentire”.

A Strasburgo l’ordine del giorno è stato modificato per dedicare buona parte della mattinata alla questione. I Verdi e la sinistra della Gue hanno chiesto che Tajani ritiri le sue parole e si scusi oppure si dimetta. Ma le critiche alle parole del presidente dell’Eurocamera sono arrivate da più parti politiche, dai Socialisti e Democratici che hanno chiesto un passo indietro di Tajani “riservandoci di compiere ulteriori passi”, fino ai liberali di Guy Vehofstadt secondo cui Tajani “usa il Parlamento per la campagna elettorale”.

Tra i cinquestelle interviene, tra gli altri, il sottosegretario Stefano Buffagni, che su Twitter scrive pubblicando un ritratto di Matteotti: “Tajani svela il suo volto; si vergogni per ciò che ha detto su Mussolini. Tra leggi razziali, omicidio Matteotti e gli anni bui della democrazia ricordo che la nostra costituzione si basa su altri valori. Orgoglioso di essere diverso da loro!”.

Mentre il capogruppo M5s alla Camera Francesco D’Uva sottolinea: “Eviti di dire stupidaggini”.

Anche Romano Prodi, ospite di Circo Massimo su Radio Capital, commenta: “Il peso della storia è sempre grande. La storia è la storia. E poi viene anche strumentalizzata. Quell’affermazione, che poi distingue guerra e non guerra, è molto discutibile. La guerra si era preparata da una politica precedente, non è che sia arrivata improvvisamente”.

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“Tajani ha fatto anche cose buone. Ora si dimetta. Sarebbe la migliore”, ironizza invece su Facebook Giuseppe Civati di Possibile.

Carlo Calenda del Pd sottolinea: “Stiamo perdendo il senso del limite, Tajani è inadeguato al suo ruolo”.

Una presa di distanza netta arriva del segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova: “Assurdo: va bene strizzare occhio a nazionalisti italiani per allearsi con Salvini, ma così è inaccettabile. No concessioni a un dittatore che per prima cosa ha esautorato parlamento e democrazia. Tajani dovrebbe essere presidente di tutti: non nel mio nome”.

 
Anche alcuni sindaci intervengono per prendere posizione contro  le parole di Tajani. Come quello di Milano Beppe Sala: “In un momento in cui vediamo che torna la voglia di vedere cose positive in quel momento storico, mi aspetterei dal presidente del Parlamento europeo il giusto silenzio”.

E quello di Parma Federico Pizzarotti: “Il presidente del Parlamento Europeo che elogia il fascismo di Benito Mussolini non lo fa nel mio nome né nel nome di Parma, medaglia d’oro alla Resistenza. C’è un’urgenza in Europa. Si chiama ‘rinascita’ delle idee estremiste portata avanti da partiti che, lentamente, stanno avanzando nei consensi. Ma il Presidente del Parlamento Europeo dovrebbe difendere l’Europa e i suoi valori, non strizzare l’occhio a forze estremiste”.
 
Dalla parte di Tajani solo Forza Italia, per bocca del deputato Giorgio Mulè: “Storicamente, dico che ci fu un periodo in cui il fascismo iniziò a prendere piede in Italia, quando Mussolini non era ancora pervaso dal virus che poi portò questo Paese al disastro, fece delle cose oggettivamente buone per il Paese: bonifiche, opere pubbliche”, dice il portavoce degli azzurri a Radio Cusano Campus.