Fedriga: “Ho preso la varicella, ma sui vaccini no ai diktat”

SCARICA QUESTO ARTICOLO IN FORMATO PDF

TRIESTE – “Fortunatamente sto bene, è passata. Sono uscito ieri dall’ospedale di Udine, dove i medici mi hanno ricoverato e tenuto in osservazione per quattro giorni. Ora sono a casa in convalescenza: scopro però che sui social i soliti odiatori seriali esultano, ridono, mi prendono in giro e diffondono falsità perché mi sono ammalato”. Il governatore del Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, è reduce dalla varicella e smentisce di appartenere alla schiera storica dei politici no vax, o a quella dei troppo tiepidi pro vax, che oltre ai grillini M5S annovera illustri esponenti anche tra le fila del Carroccio, da Matteo Salvini al governatore del Veneto, Luca Zaia.

“Ho fatto vaccinare i miei due figli – dice – e io stesso da piccolo avevo fatto tutti i vaccini previsti all’epoca. Però sono passati 35 anni ed evidentemente i principi attivi si erano attenuati. Così ho preso la varicella, un paio di settimane fa, probabilmente in aereo. Nulla di grave, ma il contagio conferma la posizione che ho sempre espresso: vaccinarsi è opportuno e doveroso per tutti, solo che l’obbligo imposto dallo Stato dimostra di non funzionare. In Friuli Venezia Giulia ovviamente vale la legge nazionale che esclude da asili e scuole i bambini non vaccinati. Ma chi è contro non accetta le imposizioni e vedere bambini esclusi e comunque scoperti a causa delle convinzioni dei genitori fa male. Io sostengono da sempre la politica del coinvolgimento e del convincimento scientifico, il proibizionismo fallisce in tutti i campi”.

A rivelare pubblicamente che il virus della varicella si è accanito anche contro Fedriga, dopo che la voce girava da giorni, è stato il virologo Roberto Burioni. “Se non siete certissimi di avere avuto la varicella da bambini – il suo appello – vi consiglio di vaccinarvi. Non per proteggere gli altri, ma perché la varicella è una malattia molto contagiosa e prenderla da adulti è davvero qualcosa di molto, molto spiacevole”. A Fedriga è capitato a 38 anni, dopo che anche in parlamento, quando era capogruppo della Lega alla Camera, si era schierato contro l’obbligo vaccinale, preferendo una “copertura del gregge” per via “di libero convincimento”.

“La gente – dice – va informata con pazienza e va fatta ragionare. Se a una coppia di genitori no vax ti limiti a dire che se non vaccinano il figlio se lo devono tenere a casa, faranno così e il problema sociale rimane. Purtroppo assistiamo allo scontro ideologico tra due estremismi: quello di chi criminalizza i vaccini e quello di chi criminalizza i non vaccinati. Il fatto che io abbia preso la varicella da adulto, dimostra il fallimento anche della linea dura: in Italia resta possibile andare in giro e prenderla. Ancora più grave però, dal punto di vista politico, è assistere al giubilo e alla falsificazione degli estremisti del rigore vaccinale ad ogni costo. Gli scontri non risolvono le emergenze, le moltiplicano. Sui vaccini occorrono informazione e coinvolgimento”. Burioni, rivelando che l’infezione aveva colpito Fedriga, del resto non attacca il governatore.

“Il caso – dice – ripropone piuttosto il tema delle vaccinazioni in età adulta. Nel migliore dei casi si passeranno quindici giorni a grattarsi come pazzi, nel peggiore possono accadere tanti guai, tanto più alle donne in età fertile”. Per Fedriga, in quarantena, si profilano ora alcuni giorni di riposo a casa. “Certo è – dice – che lo spavento c’è stato e che vaccinare i figli è più che opportuno, compresi i vaccini non obbligatori. Io l’ho fatto e non me ne pento. Mi auguro che anche i Cinquestelle riflettano su posizioni che hanno seminato colpevoli confusioni”. Non sarà l’ennesimo scontro Lega-M5s interno al governo, ma anche sui vaccini la “dialettica” nella maggioranza si fa sempre più contagiosa.