M5S. I soldi dei tagli degli stipendi ad un comitato. Il conto corrente intestato a Di Maio e i capigruppo

SCARICA QUESTO ARTICOLO IN FORMATO PDF

ROMA – Il Movimento Cinque Stelle mette in piedi un “Comitato per i rimborsi e le restituzioni dei portavoce”. Uno strumento nuovo che i due capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva definiscono sul blog a Cinque stelle un modo per poter “verificare puntualmente i versamenti fatti per evitare il ripetersi di situazioni spiacevoli come quelle scoperte dalle Iene poco più di un anno fa”.

I grillini, infatti, fin dal primo giorno che hanno messo piede in Parlamento sono alle prese con scontrini e fatture, “evasori” e “smemorati” che cercano di tenersi tutto lo stipendio.mentre il mantra è “noi ci tagliamo lo stipendio” e lo restituiamo. Una propaganda “sporcata” da chi non versa. Ultima, ma non ultima, Giulia Sarti al centro di feroci polemiche in questi giorni. 
 
L’attività dei grillini è sfociata periodicamente in una manifestazione pubblica con un grande striscione a forma di assegno con bene in vista il denaro restituito. Soldi che sono finiti nel grande calderone di un fondo del ministero dell’Economia che finanzia le piccole e medie imprese. Ma la “riforma” pensata ai piani alti del Movimento cancellerà proprio questo happening periodico. I due capigruppo annunciano infatti che “per poter diversificare le nostre azioni in maniera efficace abbiamo deciso di avere un unico ‘contenitore’ degli extrastipendi (un conto intermedio), ma soprattutto vogliamo coinvolgere i nostri iscritti in queste decisioni. Anziché un’unica restituzione per un’unica iniziativa, potremo destinare i soldi restituiti ai cittadini a più iniziative sui territori e nelle regioni che decideranno gli iscritti! Ed è per questo che i prossimi destinatari saranno decisi attraverso la piattaforma Rousseau con un voto online”.

I soldi, allora, spiega Patuanelli e D’Uva finiranno in questo conto intestato a loro due, in qualità di capigruppo e al Capo politico del Movimento. Cioè à Luigi Di Maio. Naturalmente non poteva mancare un attacco alla stampa che criticano le iniziative dei Movimento. In questo caso no sono piaciute le notizie relative al fatto lo Statuto di questo comitato prevede che, in caso di suo , i soldi in “avanzo” finiranno nelle casse di Rousseau e di Davide Casaleggio. 

Ma ce lo impone la legge, spiegano di due capigruppo, lo dobbiamo scrivere nello Statuto a chi vanno eventualmente questi soldi. Ed evidentemente dopo essersi guardati in giro, gli estensori dello Statuto hanno pensato bene di indicare la piattaforma Rousseau. Ma state tranquilli, promettono i due parlamentari: prevediamo anche si voti, su Rousseau naturalmente, per decidere cosa fare di questi soldi. 

Il comunicato di Patuanelli e D’Uva, si are con la rivendicazione delle cifre versate , di quante aziende sono state aiutate. E si chiude con la frecciata a Luigi Zanda,  neo tesoriere del Pd, che vuole ritornare al finanziamento o pubblico dei partiti.  Ma questa nuovo tentativo di “costringere” i deputati  e i senatori a versare nelle casse della Casaleggio associati una parte dello stipendio, non piace per nulla a più di un parlamentare. E lo dicono e lo scrivono, appena arriva l’email, inviata dalla piattaforma Rousseau che li informa della novità.. Ce l’hanno soprattutto con l’idea che i soldi finiscano su un conto privato intestato al terzetto Di Maio, D’Uva e Patuanelli.  Pro tempore, per carità. Ma ai parlamentari grillini tutto ciò appare “vergognoso e inaccettabile”.