Addio a Massimo Bordin, la voce di acuminata Radio radicale

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«La voce più importante, bella e autorevole di Radio radicale» se ne è andata.La morte di Massimo Bordin, scomparso oggi a Roma a 67 anni, è data in diretta dalla della sua radio, l’emittente che lui stesso aveva guidato per 19 anni (fino al 2010) e sulla quale conduceva una rassegna stampa seguitissima e apprezzata, “Stampa e regime”. Un appuntamento con gli ascoltatori che era riuscito a onorare, nonostante la grave malattia che lo aveva colpito da tempo, fino al 1° aprile. «In questi giorni siamo stati sommersi alle richieste degli ascoltatori che ci chiamavano per avere sue notizie» ha raccontato il direttore Alessio Falconio che ha poi spiegato: «Massimo era malato da tempo e aveva chiesto di poter vivere e lottare contro questa malattia nel massimo riserbo, abbiamo rispettato questa sua scelta». La radio gli ha reso subito omaggio trasmettendo il Requiem di Mozart, musica che precedeva la sua trasmissione.

Una triste notizia che arriva nel momento più grave per la radio legata ai Radicali che trasmette dal 26 febbraio 1976: il 21 maggio scade la convenzione per la trasmissione delle attività istituzionali che il Governo, come confermato lunedì il sottosegretario all’Editoria da Vito Crimi (M5S), non ha intenzione di rinnovare.

Per anni alter ego di Marco Pannella nella fluviale conversazione domenicale con lo storico leader radicale, Bordin era la voce (roca per il gran fumare e con accento romano) più conosciuta e autorevole della radio. Aveva anche una rubrica sul Foglio dal titolo “Bordin line”. Nel 2009 gli era stato assegnato il Premiolino, il più antico premio giornalistico in Italia, con una motivazione che restituisce ancora bene il valore delle sue grandi capacità di analisi e lettura delle vicende della politica e della giustizia: «Il collega che da anni ci sveglia ogni mattina con le sue puntuali, professionali e graffianti rassegne stampa, cesellando i fatti con opinioni di rara acutezza libertaria».

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