Europee, dalle direttive sui migranti a quella anti-degrado: le misure di Salvini per andare oltre il 30%

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Quattro direttive sul “filo rosso” sicurezza-migranti-porti chiusi, in un solo mese. Alle quali se ne aggiunge che arriverà nelle prossime ore contro il degrado nelle città, e la previsione di un decreto sicurezza bis ancora su questo aspetto. Con l’avvicinarsi delle elezioni europee, il tema sicurezza torna ad avere la priorità nelle mosse del leader leghista Matteo Salvini. L’obiettivo è guadagnare nuovi consensi e superare il 26 maggio la soglia del 30 per cento.

Marcatura stretta M5S su Salvini sul piano della sicurezza
Un’operazione, quella che vede schierato in prima linea il ministro dell’Interno, che si intreccia con le mosse dell’alleato di governo. Proprio su questo tema i Cinque Stelle tentano di arginare la crescita del Carroccio, anche ricorrendo a una marcatura stretta sul vicepremier, come il braccio di ferro delle ultime ore tra Trenta e Salvini sul tema della gestione dei porti e dei flussi migratori, o il botta a risposta a distanza tra il segretario federale della Lega e la sindaca di Roma Virginia Raggi sulla situazione di Roma hanno messo in evidenza.

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La crescente instabilità in Libia e le direttive sulla chiusura dei porti
Per Salvini il tema della gestione dei flussi migratori ha comunque la priorità. Una scelta che nasce anche da una situazione della Libia che si fa sempre più instabile. Il capo del Governo di accordo nazionale di TripoliFayez al-Sarraj ha lanciato l’allarme: il peggioramento della situazione nel paese che dista poche miglia dalla Sicilia, ha sottolineato, potrebbe spingere 800mila tra migranti e libici a tentare di raggiungere. Di qui le quattro direttive (18 e 28 marzo, 4 e 16 aprile) sulla chiusura dei porti, l’ultima delle quali ha destato le critiche della Difesa, che in questa iniziativa ha letto l’ennesima invasione di campo.


Il pressing su Raggi
Ma il tema dei flussi migratori non è l’unico. C’è un altro aspetto caro al ministro dell’Interno, ed è quello del decoro e della sicurezza nelle città. Sullo sfondo il botta e risposta a distanza, a cui si è assistito in più di un’occasione, con la sindaca di Roma, la pentastellata Virginia Raggi. Oggetto: le condizioni in cui versa la Capitale. «Ennesima rissa tra immigrati nel quartiere Gad di Ferrara, con coltellate tra un albanese e due nigeriani – ha detto in queste ore Salvini – . Il 3 maggio sarò in città e nelle prossime ore inviterò tutti i prefetti una direttiva per cacciare i balordi dalle città. Dove non arrivano i sindaci, arriviamo noi».

La direttiva ai prefetti: più contrasto al degrado urbano
La direttiva di cui parla il vicepremier riconosce poteri straordinari ai prefetti, oltre a quelli già previsti dal decreto Sicurezza (a cominciare dal Daspo urbano) per mantenere la sicurezza e il decoro urbano nelle zone rosse delle città. Con questa circolare i questori hanno la possibilità di intervenire al posto dei sindaci nel caso in cui questi ultimi non garantiscono la sicurezza e il decoro nelle città da loro amministrate. Il Viminale chiede ai prefetti di convocare i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica nell’ambito dei quali «dovrà essere avviata una disamina delle eventuali esigenze di tutela rafforzata di taluni luoghi del contesto urbano».

Decreto bis a tutela della sicurezza urbana
Stando alle indicazioni che trapelano da fonti parlamentari del Carroccio, gli uffici del Viminale starebbero lavorando a un nuovo decreto sicurezza, che avrebbe in pancia un pacchetto di norme sulle sicurezza urbana. L’idea, condivida da Salvini, sarebbe di portare il testo in Consiglio dei ministri nelle prossime settimane, magari prima delle europee. Il testo, spiegano parlamentari leghisti, dovrebbe contenere norme per i poliziotti e vigili del fuoco e norme tecniche escluse dal decreto sicurezza approvato a novembre.

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