Umbria, elezioni anticipate in autunno. E Salvini punta a espugnare la (ex?) regione rossa

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È il vicepresidente Fabio Paparelli, anche lui del Pd, a guidare da stamani la Giunta regionale dell’Umbria dopo le dimissioni della presidente Catiuscia Marini in seguito all’indagine sui concorsi all’ospedale di Perugia. Marini avrà quindi 15 giorni per decidere se revocare o confermare le dimissioni come ha già annunciato di volere fare. Ma la diretta interessata ha assicurato che le dimissioni sono irrevocabili («non tornerò indietro nemmeno se il Consiglio regionale dovesse invitarmi a un ripensamento attraverso un voto contrario alle dimissioni»).


Il balzo del Carroccio in Regione
L’Umbria andrà perciò alle elezioni anticipate in autunno come l’Emilia Romagna (forse a ottobre). E la Lega scalda i motori per quella che ha messo nel mirino come prossima regione da conquistare. I numeri sono dalla sua parte. Alle politiche del 2018 il Carroccio ha registrato un balzo, affermandosi come terzo partito con il 20,2% (dopo M5s e Pd) rispetto al 4,1% delle politiche del 2013. Già oggi il segretario della Lega Matteo Salvini è a Perugia per una iniziativa in vista delle amministrative.

La conquista di Terni
Nelle scorse amministrative di giugno 2018 la Lega aveva già messo a segno il colpaccio, strappando al centrosinistra dopo quasi 20 anni il comune capoluogo di Terni. Leonardo Latini, uomo forte di Matteo Salvini in provincia, aveva guidato alla vittoria la coalizione di centrodestra, battendo il candidato del Movimento 5 stelle al secondo turno: 63,4% contro 36,6%. La Lega, sfiorando il 30%, era diventato primo partito in città.

Il Pd in grande difficoltà
La Regione è data per persa dal Pd. E sulla decisione del neo segretario Nicola Zingaretti di spingere al passo indietro la governatrice coinvolta nell’inchiesta di Perugia sui concorsi truccati ha pesato anche il pressing dei sessantatré candidati sindaci del centrosinistra, preoccupati dalle ripercussioni dell’inchiesta sull’opinione pubblica. Sono 63 (su 92) i Comuni umbri che andranno al voto per eleggere sindaco e consiglio comunale il 26 maggio, il giorno delle elezioni europee. La scelta di candidati civici e di rinnovamento è condivisa d a molti comuni della regione: da Perugia a Foligno. Ora, con l’inchiesta perugina che getta discredito sui dirigenti dem locali, tutto rischia di essere vanificato.

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